Brienno – Sentiero Botanico – Sentiero delle Espressioni – Monte Comana – Colma di Binate (Como)

Località di partenza Brienno (200 m) Como
Lunghezza 15,8
Quota massima 1210 m Monte Comana
Dislivello complessivo in salita 1300
Arrivo Brienno (200 m) Como
Acqua lungo il percorso NO
Parcheggio gratuito Via Regina - LINK
Traccia GPX LINK
Mappa e profilo altimetrico LINK

Come arrivare: a Como si prende la SS340 che costeggia il Lago di Como e prima della galleria di Brienno si esce e si parcheggia l’auto.
BriennoLasciamo l’auto nel comodo parcheggio e ci incamminiamo verso il centro del borgo, uno dei più caratteristici del Lago di Como, rimasto inalterato nel tempo coi suoi vicoli antichi e strette scalinate. Imbocchiamo la scalinata di via Canova. Iniziamo la salita, attraversiamo il borgo e giunti a un bivio giriamo a sinistra seguendo la prima indicazione del Sentiero Botanico. Camminiamo su ripida mulattiera e subito ci rendiamo conto che il sentiero necessita urgentemente di manutenzione. I rami dei rovi invadono parte del sentiero, gli scalini in pietra sono malmessi e il fondo è reso insidioso da sassi smossi che in alcuni tratti sono Un tratto del Sentiero Botaniconascosti da fitto fogliame. Entriamo nel bosco dove alcuni cartelli gialli segnalano le differenti essenze arboree ed arbustive con il loro nome scientifico, in italiano e dialettale. A mano a mano che saliamo, incontriamo un carpino nero, un agrifoglio, un nocciolo e altre piante. Il primo chilometro ha un dislivello di 207 metri con una pendenza media del 19,7% mentre i successici 500 metri hanno una pendenza media del 28,9%. La salita è molto dura anche se aiutata dai numerosi gradini di pietra. Diverse piante sono cadute sul percorso e per passare è necessario scavalcarle. Il sentiero è veramente malridotto ed è un peccato pensare a quanta fatica è Scapa de noccstata fatta in passato per tracciarlo. Percorriamo altri 500 metri con una pendenza media del 34,1% poi il sentiero da un poco di respiro fino ad arrivare alla fonte della Turbola. Il manufatto è fatiscente e manca l’acqua. Continuiamo il cammino percorrendo un altro km al 22% di pendenza media. Arriviamo nel punto da dove parte la “Scala Santa”. Qui inizia una dura salita lunga 800 m, costituita da gradini di pietra. Continuiamo sempre in salita camminando in un bel bosco di faggi e finalmente arriviamo a Pian d’Erba (1110 m), dove la segnaletica verticale indica Monte Comana – Belvedere (ore 0,30). Si notano subito due belle Monte Comana: punto panoramico sul Lago di Comosculture di legno intagliato a dimensione umana che rappresentano un contrabbandiere e, dalla parte opposta, nascosto dietro un albero, un finanziere con il suo cane. Molto bella l’idea di posizionare queste sculture vicino al passo perché rendono bene l’idea di come in passato veniva utilizzato il sentiero e dell’attenta vigilanza da parte dei finanzieri. La parte dura del sentiero è finita. Imbocchiamo il comodo “Sentiero delle espressioni”, attraversiamo una zona prativa e poi entriamo in un bel bosco di faggi e betulle. Lungo il percorso fotografiamo altre sculture scolpite nei tronchi d’albero. Ad un certo punto arriviamo alla Monte Comana: punto panoramico sul Lago di Comoscultura più simpatica dell’intero percorso, denominata “Scapa de nocc” che rappresenta un uomo con zaino che durante la fuga di notte è finito contro il tronco di un albero. Proseguiamo in salita e arriviamo ad un punto panoramico a 1165 m di quota, dove ci fermiamo per fotografare il Lago di Como. Sulla nostra sinistra possiamo vedere l’Alpe Comana dove passeremo più tardi. Proseguiamo sul Sentiero delle Espressioni fino ad arrivare sulla cima del Monte Comana (1200 m), punto panoramico eccezionale. Anche qui si trova una scultura intagliata nel legno rappresentante tre volti sorridenti. Approfittiamo della sosta per mangiare un buon panino di segale al prosciutto crudo. Un tratto del sentiero verso la Colma di BinateFortunatamente abbiamo portato una bottiglia d’acqua oltre alle nostre borracce perché lungo il percorso non incontreremo nessuna fontana. Davanti a noi si apre il Lago di Como. Notiamo subito la località di Bellagio.  In lontananza le cime delle montagne sovrastate da varie nubi. Torniamo indietro per un tratto e poi proseguiamo verso l’Alpe Comana (1100 m) che raggiungiamo, in discesa, velocemente. Seguiamo la segnaletica verticale indicante l’Alpe Nava (ore 0,15) e in discesa, su bel sentiero curato, arriviamo ad un’altra scultura molto particolare, denominata “Il dono della vita”, che raffigura un feto racchiuso fra due grosse mani. Lungo il percorso ci fermiamo molte volte Colma di Binate: panoramaper fotografare le varie sculture di legno e tranquillamente arriviamo all’Alpe Nava (960 m) dove si trova ufficialmente l’inizio del Sentiero delle Espressioni. Non è presente la segnaletica verticale, ma grazie al dispositivo gpx, dove abbiamo caricato la traccia, proseguiamo dritto. In salita giungiamo all’Alpe Carolza (1058 m) dove si trova la Casa Scout Elena Tettamanzi. La segnaletica verticale indica Treviglio (ore 0,15) e Colma di Binate – Nevera (ore 0,25). Su sentiero, mantenendoci in quota, arriviamo prima a Treviglio (1058 m) e successivamente alla Colma di Binate (1133 m) dove riprendiamo il sentiero delle Espressioni. Ci fermiamo all’ombra di un albero ove è stato Sentiero delle Espressioni: Caccia mortaposizionato un tavolo con panche e mangiamo un po’ di frutta sotto lo sguardo di una scultura di legno denominata “Genitrice”. Dopo questa breve sosta riprendiamo il cammino, prima su prato, dove si gode di un ampio panorama, e poi, seguendo la segnaletica verticale indicante Roccolo del Messo (ore 0,20 e Alpe Comana (ore 0,45), entriamo nel bosco. Anche qui ci fermiamo a fotografare le sculture di legno, una sembra rappresentare un pellegrino avvolto nel suo mantello con cappuccio, definita “babau”, e un’altra, molto bella, un elfo suonatore. Proseguiamo all’interno del bosco di abeti e incontriamo un’altra scultura che sembra assomigliare al famoso Pian d'Erba: il contrabbandiere e la guardia appostata dietro l'alberoquadro “l’urlo” del pittore norvegese Edvard Munch e che qui è definita “Che stremizi” in quanto, poco più avanti si trova un serpente (sempre di legno). Poco prima di arrivare a Roccolo del Messo (1165 m) si trova una grossa tela di ragno con un ragno di ferro, definita “tela tremula”. Proseguiamo il nostro itinerario fino a giungere a Pian d’Erba dove incrociamo il percorso dell’andata e in discesa torniamo a Brienno. Se in salita il sentiero era brutto, in discesa è ancora più pericoloso perché le pietre smosse sotto le foglie rappresentano una vera insidia. Giunti a Brienno ci dirigiamo alla chiesa dell’Immacolata posta in una splendida posizione panoramica su uno sperone roccioso in una zona detta "Puncett", alla fine del paese vicino al cimitero. Sotto il piazzale della chiesa vi è una fortificazione, in Sentiero delle Espressioni: Elfo suonatoregalleria, della prima guerra mondiale, appartenente alla Linea Cadorna, scavata per scopi bellici e perfettamente conservata con pozzi da mina, bunker sotterranei, locali di servizio, ai più sconosciuta. In caso di invasione straniera far saltare la galleria del Puncett significava bloccare la via Regina lungo la sponda occidentale del lago e salvare Milano e la Pianura Padana. Torniamo indietro percorrendo la via Regina Antica fino alla chiesa dedicata a S. Nazaro e Celso. Entriamo e visitiamo l’interno che custodisce una particolare miniatura, realizzata a mano con sassi e cemento, del paese di Brienno. Usciti dalla chiesa ci sediamo in piazza, dove si erge il monumento in ricordo dei caduti della prima guerra mondiale rappresentato da un alpino nell’atto di scagliare una grossa pietra verso il basso. Dopo una breve sosta nel piazzale raggiungiamo il parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 20/07/2020. Per visualizzare altre foto: LINK  Per visualizzare altre sculture di legno: LINK